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Il Percorso della Ceramica
Scoprilo insieme a noi


Nel 2001, in occasione del 30° anniversario della morte del Maestro Marcon, nasce l’idea di realizzare il Percorso della Ceramica, il quale si sviluppa all'interno del territorio di Scomigo e comprende 16 opere realizzate dalla nostra Associazione

cartina con le opere

1- Omaggio al maestro Marcon


In occasione del trentennale della scomparsa del maestro Piero Marcon 1971-2001 i suoi allievi decidono di onorare la memoria con la posa di alcune formelle sulla porta di ingresso dell'abitazione (Casa Marcon via Menarè 165, ora casa Cardin Modolo).

Libro fossile


Gli insegnamenti del maestro rimangono scolpiti nella mente de suoi ragazzi, trasformati in testimonianze nel territorio per rimanere a perenne memoria. Il fossile é sinonimo di un qualche cosa che non può più cambiare.
Opera in terracotta realizzata con tecnica sperimentale (cm 20x20) dal ceramista Isidoro Dal Col.

Seminatore


In una realtà rurale che da sempre ha caratterizzato il nostro territorio l'allievo sintetizza efficacemente con l'immagine del seminatore che con fare disinteressato esegue il suo lavoro, attenti sono gli allievi raccolti in un abbraccio fraterno a cogliere il significato di tale gestualità.
Opera in terracotta con leggero ingobbio (cm 90x60) realizzata dal ceramista Angelo Zanin.

La fecondità


I semi sparsi sulla buona terra danno frutti abbondanti, fecondità al femminile con traboccante cesto di frutta, un paesaggio fatto di piante terreni coltivati spighe di grano, oggi compromesso dalla monocoltura.
Opera in terracotta (cm 40x33) realizzata dal ceramista Giuseppe Lorenzet.

Aratura


Il paziente lavoro di uomini consapevoli e caparbi creano i presupposti per buoni raccolti, l’aratura è di per se un atto di rigenerazione.
Opera in terracotta (cm 43x29) realizzata agli inizi degli anni sessanta dal ceramista Gianni Da Re, vuole essere un ponte ideale tra il passato ed il presente.

Cavalli


Quei giovani di ieri corrono bizzarri, il tempo non li ha divisi ma li ha resi più consapevoli del messaggio da divulgare.
Opera in terracotta (cm 31x24) realizzata dall' allieva ceramista Claudia Piasentin.

Il cavalluccio marino


Collocato sulla porta di ingresso dal maestro stesso nei primi anni sessanta (un analogo cavalluccio realizzato con la stessa tecnica si trova presso il piccolo Museo sotto la Scuola Elementare di Scomigo realizzato dall’allora bambino Raffaello Carpenè).
Opera in ceramica (cm 32x27) autore ignoto.

2 - La lampada in terracotta

Nell’'ottobre 2001 il Presidente Giuliano Salvador propone di scrivere la storia di Scomigo e del territorio tra Piave e Livenza con un murales di ceramica. L’'idea trova subito consensi e viene messa a disposizione la facciata di un rustico presso casa Salvador in via Pastin 26; da quel borgo negli anni '50 ben tre giovani poco più che ventenni erano emigrati per lavorare nelle miniere di carbone in Belgio insieme ad altri 51 giovani di Scomigo. Angelo Zanin attiva la sua progettualità e prendendo spunto da una lampada ad olio utilizzata in miniera per vedere le concentrazioni di grisù, decide di dare forma alla narrazione plasmata. Il risultato è un opera collettiva fatta di sei elementi compositivi che sintetizzano la vita e i sacrifici dei minatori e delle loro famiglie.
Progetto artistico di Isidoro Dal Col.

Alla base una targa in ceramica ricorda l'’inaugurazione dell'opera avvenuta il 1 Maggio 2002 con in rilievo un ramarro a simboleggiare l'’aspettativa interiore del minatore di uscire dalle buie viscere della terra per captare il calore del sole (cm. 87x18)

L'inaugurazione è avvenuta per mano di un ex minatore che aveva partecipato ai soccorsi di Marcinelle e di un emigrante dei paesi Balcani, un ideale passaggio di testimone tra passato e presente

La partenza


La base della lampada sintetizza scene di vita degli anni cinquanta quando i giovani partivano con la valigia di cartone legata con lo spago, salutati dal parroco e dai compaesani cercando “fortuna” in terra straniera. La formella viene realizzata da Gianni Da Re (cm 110x50).

La nostalgia


Divisa in due parti: a sinistra la nostalgia della famiglia (in particolare della madre), a destra la nostalgia degli amici e delle feste paesane. Nell'incavo al centro si sviluppa la fiammella (in negativo), perché la nostalgia è un sentimento che ti corrode e ti logora interiormente. Le due formelle vengono realizzate da Angelo Zanin (cm 100x80).

Il lavoro in miniera


Composta da due formelle asimmetriche, la parte sinistra sintetizza il duro lavoro svolto nelle viscere della terra con molta manualità e scarsi supporti tecnologici, in alto a sinistra le croci ricordano i 136 caduti italiani di Marcinèlle (1956) ed i cipressi ricordano i cari defunti del paese natio. Formella realizzata da Giuseppe Lorenzet. La formella destra racconta oltre al duro lavoro, la solitudine pur nella vicinanza (i 2 minatori sono girati di schiena). Formella realizzata da Alessandro Raccanelli. L'’insieme realizza uno spaccato emozionale e logistico (cm 100x122).

Il ritorno


Dopo sacrifici, rinunce e tanto lavoro l'’abbraccio famigliare a sottolineare la serenità ritrovata. Realizzazione dell'allieva Claudia Piasentin (cm 100x70).

3 - Casa Barro

Nel 1989 muore il benefattore Domenico Barro e lascia le sue proprietà alla Parrocchia di Scomigo, perchè siano utilizzate anche a favore dei giovani del paese che ne rappresentano il futuro.
Nel 2001 nessuno in paese ha ancora attuato un cenno di riconoscimento a questa persona umile e semplice ma lungimirante, l’Ass. “Piccoli Ceramisti” decide di manifestare la sua riconoscenza con una composizione in ceramica collocata al lato destro dell'ingresso dell'ex abitazione del benefattore.

A Memoria del benefattore Barro Domenico


La parte superiore sintetizza i simboli del paese che durante i lunghi anni trascorsi per lavoro in Svizzera erano scolpiti nella mente di Domenico: il campanile, la chiesa, i cipressi,e il parroco e rappresentano il desiderio di ritorno alla vita rurale tra le mura domestiche con gli anziani genitori. Nella parte inferiore è raffigurata una gioiosa corsa dei ragazzi che frequentavano la piazza.
La targa in terracotta ne sottolinea la motivazione e la data di posa. Opera in terracotta realizzata con ingobbi (cm 65x110) del ceramista Angelo Zanin.

memoria

Il Laboratorio di ceramica “Piero Marcon”


La riconoscenza al maestro non è mai abbastanza e ogni occasione è utile per essere sottolineata e rinvigorita. Il torniante mostra ai ragazzi con gesto semplice il piacere del fare e i bambini rapiti lo osservano; uno in particolare, incuriosito, tira per i pantaloni il maestro per chiedergli spiegazioni (aspettativa del Maestro Gianni Da Re quando insegna ai bimbi).
Opera in terracotta ingobbiata (cm 70x85)

maestro

Note a cura di Renzo Salvador